Confronto tra il sistema elettorale nei comuni con più di 15 mila abitanti e l’Italicum

Poiché in diverse occasioni lo stesso Presidente del Consiglio ha affermato che la legge elettorale (comunemente denominata “Italicum”) ricalca le modalità previste dalle norme che regolano l’elezione dei Sindaci, la prof. Trucco ha predisposto questa tabella comparativa tra i due sistemi elettorali.

Inoltre, si allegano due suoi lavori connessi con la materia:

Questioni controverse concernenti il computo dei suffragi nelle elezioni comunali
Riflessioni a margine della sentenza n. 275 del 2015 della Corte costituzionale

COMUNI CON PIÙ DI 15 MILA ABITANTI

ITALICUM

COLLEGI / CIRCOSCRIZIONI ELETTORALI

Ovviamente questa componente non è equiparabile nei due casi (ad ogni modo, la minore ampiezza qui del formato circoscrizionale concorre ad una maggiore “personalizzazione” del voto). Ovviamente questa componente non è equiparabile nei due casi

SISTEMA DI VOTO

Il sistema di voto per l’elezione dei consigli e dei sindaci dei comuni con più di 15 mila abitanti (ex art. 72, del d.lgs. n. 267 del 2000) consente un’ampia strategia di voto, potendosi esprimere il proprio suffragio:

i)      a beneficio di una lista e del candidato sindaco dalla medesima lista sostenuto (voto doppio), tracciando un segno sia sul contrassegno della lista, sia in corrispondenza rettangolo che contiene il nominativo del candidato sindaco prescelto;

ii)     a favore solo di una lista ed automaticamente anche per il sindaco da essa sostenuto (voto fuso), tracciando un segno solo sul contrassegno della lista;

iii)   per un candidato alla carica di sindaco e per una lista diversa (cd. voto disgiunto) rispetto a quella/e da cui questi è sostenuto, segnando, cioè, il simbolo della lista e, contestualmente, il nome di un candidato sindaco non collegato a quella lista;

Si deve precisare che nelle ipotesi i), ii) e iii) all’elettore è dato anche modo (secondo quanto ora previsto dall’art. 2 della già menzionata legge n. 215 del 2012) di esprimere uno o due voti di preferenza per dei candidati alla carica di consigliere comunale, nell’ambito, però, esclusivamente, della lista votata ed a condizione, altresì, come s’è visto supra, che le preferenze riguardino candidati di sesso diverso della stessa lista (cd. “seconda preferenza di genere”). Inoltre, anche qui, è fatto divieto a che, nelle liste, uno dei due sessi risulti presente “in misura superiore ai due terzi dei candidati” (cd. “riequilibrio di genere nelle liste elettorali”).  Ancora, l’elettore può esprimere il voto

iv)   solo per il sindaco (voto esclusivo), spuntando esclusivamente il suo nome, si badi bene, senza effetto automatico di trasferimento del voto alla/e lista/e che lo sostengono;

o

v)     solo per uno o due candidati consiglieri (alle condizioni che si son dette), scrivendone il nome nell’apposito spazio sulla scheda elettorale: in questo caso, similmente a quanto avviene sub ii) esso vale in automatico (voto fuso) anche per la lista a cui appartengono le candidature in questione e al candidato sindaco collegato.

Si tratta di un “sistema di voto ibrido”, in parte blindato ed in parte preferenziale, che consente una limitata strategia di voto agli elettori.

Ed infatti:

–    il voto di lista ed al capolista è blindato;

–    è data facoltà di esprimere (ex art. 1, c. 1, lett. c); e art. 2 c. 4)) fino a due preferenze per candidati, non capilista, di sesso diverso

Ciò secondo meccanismo della “doppia preferenza di genere” (rilevando, come si vedrà le preferenze di voto, all’atto dell’assegnazione dei seggi solo dai secondi eletti in lista in poi).

Inoltre

Nell’Italicum, a differenza del sistema di elezione dei comuni, è contemplato il meccanismo delle candidature multiple (max in 10 collegi)

SISTEMA DI ASSEGNAZIONE DEI SEGGI
1)   ELEZIONE DEL CANDIDATO SINDACO 1)   NON SI VOTA FORMALMENTE PER IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
L’acquisizione della carica di sindaco è direttamente disposta a favore di chi, tra i candidati, riesca a conseguire la maggioranza assoluta dei voti.
Se nessun candidato sindaco riesce a conseguire la maggioranza assoluta dei voti si procede ad un secondo turno elettorale di ballottaggio (che ha luogo la seconda domenica successiva) a cui partecipano i due candidati che hanno ottenuto al primo turno il maggior numero di voti e viene proclamato eletto il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. Nell’Italicum il secondo turno è del tutto sui generis, svolgendosi è tra liste (di partito) e non  (come normalmente – ed anche nelle elezioni comunali – avviene) tra candidati!
Si precisa che, per i candidati ammessi al ballottaggio rimangono fermi i collegamenti con le liste per l’elezione del consiglio dichiarati al primo turno, essendo, però, data loro la facoltà “entro sette giorni dalla prima votazione, di dichiarare il collegamento con ulteriori liste rispetto a quelle con cui è stato effettuato il collegamento nel primo turno” (le dichiarazioni di collegamento per essere efficaci devono ovviamente risultare convergenti con le analoghe dichiarazioni rese dai delegati delle liste interessate). L’Italicum pone divieto a coalizioni! 

La competizione elettorale può e deve solo svolgersi tra singole liste di partito!

2)  ELEZIONE DEI CANDIDATI CONSIGLIERI (COMUNALI)
Soglia di sbarramento al 3%   Soglia di sbarramento al 3% 
Qui per stabilire la composizione del consiglio comunale, si tiene conto dei risultati elettorali del primo turno e degli eventuali ulteriori collegamenti nel secondo (implementandosi con i voti del primo turno delle liste successivamente collegate il paniere del primo turno). Dalla portata applicativa dello sbarramento continuano a rimanere estranee “le liste rappresentative di minoranze linguistiche riconosciute, presentate esclusivamente in una regione ad autonomia speciale il cui statuto preveda una particolare tutela di tali minoranze linguistiche, che abbiano conseguito almeno il 20 per cento dei voti validi espressi nella regione medesima” (cd. “soglia salva-minoranze linguistiche”) ed il seggio della Valle D’Aosta.
Per l’assegnazione dei seggi consiliari, applicazione del metodo D’Hondt Una volta individuate le liste ammesse al riparto dei voti, l’Ufficio procede ad una prima ripartizione provvisoria dei seggi tra le liste sulla base dei voti ottenuti, applicandosi, a tal fine la formula proporzionale dei quozienti interi e dei più alti resti.
MECCANISMO VARIABILE E CHE TIENE CONTO DELLA PLURALITÀ DI LISTE. INOLTRE, METTE IN CONTO ANCHE LA POSSIBILITÀ DI NON ELARGIRE IL PREMIO!

– qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al primo turno, alla lista o al gruppo di liste a lui collegate che non abbia già conseguito almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, ma abbia ottenuto almeno il 40 per cento dei voti validi, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempre che nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate abbia superato il 50 per cento dei voti validi.

– qualora un candidato alla carica di sindaco sia proclamato eletto al secondo turno, alla lista o al gruppo di liste ad esso collegate che non abbia già conseguito almeno il 60 per cento dei seggi del consiglio, viene assegnato il 60 per cento dei seggi, sempre che nessuna altra lista o altro gruppo di liste collegate al primo turno abbia già superato nel turno medesimo il 50 per cento dei voti validi. I restanti seggi vengono assegnati alle altre liste o gruppi di liste collegate.

MECCANISMO UNICO E CHE PRESUPPONE UNA LISTA UNICA VINCENTE A CUI ASSEGNARE SEMPRE E COMUNQUE IL PREMIO DI MAGGIORANZA:
L’Ufficio centrale individua la lista che ha ottenuto la maggior cifra elettorale nazionale, e verifica, contestualmente, se la sua cifra elettorale nazionale corrisponde ad almeno il 40% per cento del totale dei voti validi espressi. A questo punto,- qualora la verifica abbia esito positivo, l’Ufficio accerta ulteriormente se tale lista maggioritaria, in base alla ripartizione provvisoria di cui s’è detto, ha conseguito almeno 340 seggi (pari al 55% dei seggi). Se risultasse non averli conquistati, alla stessa va attribuito il numero aggiuntivo di seggi necessario, comunque, per ottenerli;- qualora, invece, la verifica abbia esito negativo, ossia nessuna lista abbia ottenuto il 40% dei voti, si procede ad un turno di ballottaggio fra le due liste più votate. Ed, infatti, sarà, questa volta, alla lista che risulterà vincente al secondo turno di voto che verranno assegnati i fatidici 340 seggi.
Per stabilire il numero dei seggi spettanti ad ogni lista nell’ambito di ciascun gruppo di liste collegate, poi, si applica il medesimo metodo, sulla base della cifra elettorale di ciascuna di esse, corrispondente ai voti riportati nel primo turno. A livello nazionale, una volta attribuiti i seggi del premio di maggioranza alla lista vincente al primo turno o a seguito del ballottaggio, spetta ancora all’Ufficio centrale nazionale operare concretamente il riparto dei seggi fra le circoscrizioni stabilendo, innanzitutto, il numero di seggi spettanti alle liste a livello nazionale.
Problema Trentino Alto-Adige (omissis)

Al fine di proseguire idealmente nel percorso applicativo della formula elettorale, si deve ora considerare come, una volta compiuta l’assegnazione dei seggi alle liste a livello nazionale, l’Ufficio centrale nazionale debba procedere alla ripartizione dei seggi nelle varie circoscrizioni (v. il c. 25 dell’art. 2), in proporzione al numero di voti che ciascuna lista ha ottenuto in una determinata circoscrizione (qui, come si è detto, le circoscrizioni Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta fanno sistema a sé…), in modo tale, da rispettare al possibile quanto stabilito al momento del disegno della componente circoscrizionale stessa.

Una volta determinato il numero dei seggi spettanti a ogni lista/gruppo di liste collegate, sono proclamati eletti alla carica di consigliere innanzitutto i candidati alla carica di sindaco, non risultati eletti, collegati a ciascuna lista che abbia ottenuto almeno un seggio(si noti che, in caso di collegamento di più liste al medesimo candidato alla carica di sindaco risultato non eletto, il seggio spettante a quest’ultimo viene detratto dai seggi complessivamente attribuiti al gruppo di liste collegate). E, quindi, i candidati di ciascuna lista secondo l’ordine delle rispettive cifre individuali (e, in caso di parità di cifra individuale, quelli che precedono nell’ordine di lista). Si rammenta che il corpo elettorale non elegge nessun Presidente del Consiglio. 

Pertanto, concluse le operazioni di attribuzione dei seggi nei collegi, le assegnazioni alle liste sono definitive e l’Ufficio centrale circoscrizionale procede alla proclamazione dei capilista blindati.

Successivamente, rilevano le preferenze espresse dagli elettori, dato che in ciascun collegio lo stesso Ufficio proclama eletti “fino a concorrenza dei seggi che spettano a ciascuna lista in ogni circoscrizione, dapprima i candidati capolista nei collegi, quindi i candidati che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze”.

Un’ultima osservazione:
La suddetta caratteristica del “voto disgiungibile” fa sì che il sindaco eletto possa venirsi a trovare con una maggioranza del consiglio in mano all’opposizione (cd.“anatra zoppa”). IMPOSSIBILE: la lista che vince (al primo o al secondo turno) si vede sempre e comunque garantito un premio (di maggioranza) di 340 seggi
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